A Cocullo (AQ), alla festa di San Domenico, i primi giorni di maggio, è esorcizzato il male passato, presente e futuro, l’incertezza dell’esistenza è addomesticata e resa innocua, il tempo da salvaguardare si annoda in centinaia di serpenti che legano gli uomini al santo. Attorcigliati alla statua di San Domenico, non stanno solo le serpi, ma un insieme, di difficile interpretazione, di simboli che solo i discendenti dei Marsi possono slegare.






