Il Calvario del viaggiatore
Il lavoro proposto è un racconto per immagini, uno studio visivo, realizzato per la mia tesi di specializzazione in Fotografia per il paesaggio, l’ambiente ed i beni culturali, titolo conseguito presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Il progetto si lega al filone dell’arte come impegno civile, dal 2006 tematica ricorrente nei miei lavori artistici e nelle mie diverse indagini antropologiche legate principalmente al territorio della Lucania occidentale; nel caso di questo lavoro, le necessità paesaggistiche storiche territoriali sono state oggetto di campagne di studi attraverso un uso sociale dello strumento fotografico.
Un lavoro che è coerente con l’ambito della fotografia di paesaggio ed ambiente che ha una specifica derivazione nelle campagne fotografiche degli anni 80’ da parte dei maestri quali Ghirri, Chiaramonte e Basilico.
Il mio lavoro è elaborato sull’idea di fotografia di paesaggio e ambiente, un’idea innanzitutto che riconosce la fotografia come strumento di comunicazione, portatrice di memorie, fautrice di esperienze.
Ed è proprio l’esperienza la principale tecnica che ho utilizzato, un utile elemento circa la fruizione ed il riconoscimento del paesaggio, che viene appunto riconosciuto tale nel momento in cui c’è un osservatore che si ferma a guardare, un osservatore che attraversa il paesaggio. In ambito letterario l’attraversamento è un elemento ricorrente, ed i fotografi hanno riconosciuto tale elemento come “specifico” nella possibilità di vedere dei progetti.
Il tema del mio lavoro è legato al viaggio, (viaggio) inteso come attraversamento, (attraversamento) che a sua volta è inteso come esperienza. Una fotografia che ragiona sul tempo che passa nei luoghi e sulle tracce che i luoghi a volte nascondono o a volte presentano.
Comprendere l’ambiente per partecipare l’ambiente, una fotografia che cerca di convincere nel momento in cui riesce a risultare un qualche cosa che va al di la di una certa estetica.
Una fotografia di impegno civile che rasenta il reportage ma che ha come specifica modalità i tempi lenti.
Un lavoro in cui ho avuto necessità di conoscere la mia storia, le storie a cui sono andato incontro e che ho attraversato.
Nello specifico ho analizzato la tratta ferroviaria Sicignano degli Alburni (SA) – Lagonegro (PZ), sospesa dal 1986, importante strumento, mancato, di comunicazione ed opportunità per le comunità interne del salernitano meridionale. Ne ho ripercorso la storia ed il tragitto, fotografando le varie sfaccettature contemporanee di un oramai rudere industriale e storico.
“Il Calvario del viaggiatore” è un sottotitolo che rievoca un patimento in primis personale ed in secundis dei tanti pendolari che ogni giorno si spostano dal Vallo di Diano verso le città di Salerno o Napoli, con tempistiche e modalità a dir poco illogiche, se rapportate al contesto globale contemporaneo.














